03/01/2022 - 17:04

LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE. DALLA NORMATIVA ALLA PRATICA

Attraverso una road map che ripercorre le tappe normative che regolano la certificazione delle competenze in Italia, si giunge alle sfide dell’applicabilità alla formazione continua.

INTRODUZIONE

A partire dal 2013, in Italia, si sono succeduti una serie di decreti che hanno determinato la titolarità e la modalità per certificare le competenze che gli individui acquisiscono nel corso della propria storia professionale, scolastica e di vita, affinché siano trasparenti e spendibili.

Questi decreti hanno anche definito un quadro di riferimento della certificazione a livello nazionale: il QNQ, Quadro Nazionale delle Qualifiche, declinato poi all’interno dei singoli Repertori Regionali.   Il QNQ raccoglie tutte le qualifiche professionali cui è possibile ricondurre le capacità e conoscenze possedute da ciascun individuo, affinché risultino riconoscibili - quindi spendibili - in qualunque contesto a livello nazionale.

Noi di Skills, operando nell’ambito della formazione continua, abbiamo seguito con attenzione tutti i cambiamenti che sono intervenuti nel corso degli anni, e ne abbiamo realizzato una sintesi che rappresenta il frame all’interno del quale quotidianamente rispondiamo alle istanze dei nostri clienti in tema di “certificabilità”.

Proprio a partire da alcune di queste richieste, abbiamo scelto di focalizzarci su:

  1. CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE: DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
  2. CERTIFICARE LE COMPETENZE: DALLA NORMATIVA ALLA PRATICA

Certificazione delle competenze

1. CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE: DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI

Proviamo a disegnare una road map che ci permetta di visualizzare il percorso fatto dal legislatore in questi anni in maniera puntuale ma, allo stesso tempo, sintetica:

  • La legge n. 92 del 28 giugno 2012, recante "Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita", delega il governo alla definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli apprendimenti acquisiti in contesti non formali e informali, con riferimento al sistema nazionale di certificazione delle competenze e ne stabilisce i criteri e principi direttivi. I co. 64-68 dello stesso articolo disegnano il sistema pubblico nazionale di certificazione delle competenze.
  • Con la Conferenza Stato Regioni del 20 dicembre 2012 viene sancito l’Accordo sulla referenziazione del sistema italiano delle qualificazioni al quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente (EQF) di cui alla Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008; e si realizza sia l’intesa riguardante le politiche per l'apprendimento permanente, sia l’accordo tra il Governo, le Regioni e gli Enti locali concernente la definizione del sistema nazionale sull'orientamento permanente.
  • Il Decreto interministeriale del 13 febbraio 2013 del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca recepisce Intesa e Accordo succitati mentre il D.lgs n. 13 del 16 gennaio 2013 reca "Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l'individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze". Il decreto si articola in due linee di intervento prioritarie:

a) la costituzione del repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali;

b) la definizione degli standard minimi del servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze (di processo, di attestazione, di sistema).

  • Il D. lgs. 20 luglio 2015 recepisce l'intesa in Conferenza Stato-Regioni del 22 gennaio 2015 e definisce il quadro operativo per il riconoscimento a livello nazionale delle qualificazioni regionali e delle relative competenze nell'ambito del repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali.

Il quadro nazionale delle qualificazioni ha una doppia finalità:

a) sia quello di raccordare il sistema italiano con quello di tutti gli altri Paesi europei,

b) sia quello di rappresentare un sistema di governance delle qualificazioni volto a favorire quei processi di trasparenza, spendibilità e portabilità delle competenze all’interno del Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze.

  • ​Il Decreto 5 gennaio 2021 definisce le Linee guida che rendono finalmente operativo il Sistema nazionale di certificazione delle competenze (Legge 28 giugno 2012, n. 92 e Decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13), inserendosi nell'ambito del più ampio processo nazionale per il diritto individuale all'apprendimento permanente. In tale contesto il riconoscimento e la certificazione delle competenze, acquisite dall'individuo in contesti formali, non formali e informali, insieme alla realizzazione di reti territoriali e alla realizzazione della dorsale informativa unica mediante l'interoperabilità delle banche dati centrali e territoriali esistenti, sono determinanti per favorire e sostenere un concreto incremento della partecipazione delle persone alla formazione, nonché una spendibilità delle competenze acquisite anche in contesti informali e non formali all'interno del mercato del lavoro.

2. CERTIFICARE LE COMPETENZE: DALLA NORMATIVA ALLA PRATICA

La messa a regime dei servizi di individuazione e validazione e certificazione delle competenze costituisce una leva fondamentale per l'innalzamento dei livelli di qualificazione e occupabilità dell’individuo, ma anche per la competitività e produttività delle imprese e delle professioni.

In tal senso, noi di Skills siamo coinvolti nella realizzazione di una formazione continua dei lavoratori che sia in grado di conciliare i tempi di vita/lavoro con quelli della formazione e allo stesso tempo possa fornire ai lavoratori competenze trasparenti e spendibili.

Infatti, i servizi di individuazione e validazione e certificazione delle competenze rappresentano per noi una sfida continua quale fattore di innovazione dei sistemi formativi:

  • favorendo la personalizzazione degli apprendimenti
  • in contrasto all'insuccesso e alla dispersione
  • facilitando le transizioni dallo studio al lavoro

attraverso una progettazione dell'offerta formativa arricchita e integrata dalla possibilità di ricondurre le competenze in uscita ai percorsi formativi a competenze standard referenziate all’interno dei Repertori Regionali e dell’Atlante del Lavoro e delle qualificazioni INAPP.

La sfida, per noi, si traduce nello sviluppo di una procedura di progettazione per abilità e conoscenze che, a partire dalla presa in carico degli apprendimenti pregressi dei partecipanti e dalla messa in trasparenza delle competenze possedute, consente di effettuare una microprogettazione degli obiettivi di apprendimento in ottica di riconoscibilità, passando da un generico traguardo di apprendimento a un obiettivo specifico di apprendimento sartorialmente disegnato sulle esigenze aziendali e personali, in coerenza con gli elementi che compongono lo standard preso a riferimento.